Che senso potrebbe avere mettermi ora a raccontarvi come ho trascorso i miei 12 giorni di vacanza in Sardegna davanti a queste due fotografie? Entrambe sono state scattate dal terrazzino della casa che ci ha ospitati: a sinistra l'alba sul Golfo del Pevero, nei pressi di Porto Cervo, a destra sempre dal terrazzino, ma il lato destro..Praticamente questo è l'angolo di paradiso dove con Paolo, Cecilia ed Ilaria ho ritemprato corpo e spirito... le parole non possono rendere... meglio le foto, nell'album "Sardegna 2008", pubblicato sul mio blog questo pomeriggio.
oggi mi sono messa a fare una cosa stupidissima: ho deciso di farmi del male, una specie di autolesionismo così, gratuito, senza un vero perchè. Ho aperto la cartella dove conservo alcune delle nostre conversazioni ed ho cominciato a leggere.
Caspita, Ale!!! Ma eravamo veramente così deficenti???? Non posso davvero credere che abbiamo fatto certi discorsi da dementi, ah ah ah!!!
Però non ti nascondo che quando facevi la persona seria (rari, sporadici momenti!) eri davvero un amico delizioso: quando ti sfogavi con me perchè eri incazzatissomo con la ragazza che ti piaceva in quel momento, quando ti "cacavi in mano" (espressione assolutamente DOC) in vista di un esame impegnativo e ti mancavano ancora miliardi di pagine da studiare... C'erano alcuni momenti, alcuni giorni in cui mi facevi sentire davvero speciale, la tua migliore amica...Ricordo quella volta che mi dedicasti una tua frase personale: era difficilissimo che ti lasciassi sfuggire un complimento per me, figuriamoci una frase pubblica su msn...
Cavoli, Ciccio', leggevo quelle conversazioni e a tratti sorridevo, a tratti mi si velavano gli occhi: La nostra amicizia era fatta di questo, delle tue apparizioni improvvise e delle tue improvvise 'ritirate' non appena i discorsi si facevano troppo...sentimentali. Però sei stato capace di grandi tenerezze nei miei confronti. E mi manca questo di te: la tua sensibilità che solo dopo mesi sei riuscito a tirare fuori con la tua 'vecia' amica. Mi manchi, Ale... ma proprio tanto tanto....
Te ne sei andato una mattina di Agosto...Hai spiegato le tue ali e sei volato via, come volevi, come sognano tutti coloro che scelgono il volo come professione. Il pensiero di non rivedere più quel tuo sorriso contagioso mi fa male, sapere che non mi contatterai più su msn salutandomi con il tuo "Ciao, Vecia!" mi lascia un vuoto enorme... ma sento la tua anima vicina. Ricordi come è iniziata quest'amicizia? Per puro caso, per ridere... ma è cresciuta nel rispetto reciproco, sulla fiducia che avevamo uno nell'altra, con la consapevolezza che anche lontani c'eravamo sempre per scherzare, ma anche per parlare dei nostri sogni, delle nostre angosce... Non a tutti piaceva la nostra amicizia, perchè c'erano troppi anni di differenza tra noi, perchè io avrei potuto essere tua madre... Ma tu hai sempre visto in me qualcosa di diverso: a te non importava, tu ti fidavi di me, mi stimavi come donna ma soprattutto come amica. Ed io avevo visto dentro di te qualcosa che andava ben oltre il tuo aspetto fisico: le tue debolezze, le tue paure al di là del tuo fare un po' da spaccone. Ecco, tutto questo ora finisce, se l'è portato via quel maledetto Piper 44. Ma adesso mi resta qualcosa che nessuno potrà mai portarmi via: tu ora sei vicino a tutte le persone che ti vogliono bene e che tu hai sempre amato. E tra quelle so di esserci anche io.
... e così ieri sera le due matte (Debby ed io), abbiamo mantenuto la nostra promessa: abbiamo festeggiato i 20 anni di Alessandro!
Alle 20.30 ero sotto casa di Deb, ho parcheggiato la mia testarossa e mi sono fermata per un istante ad ammirare quello splendido tramonto sul mare.
Due minuti e la mia amica pazza mi ha raggiunta, abbiamo scavalcato il muretto e ci siamo sedute sulla sabbia, con la schiena appoggiata al muro caldo per il sole imprigionato durante tutto l'arco della giornata.
Ed abbiamo dato inizio all'organizzazione della festa.
Dal mio zainetto nero, a mo' di borsa di Mary Poppins, sono uscite due crostatine alla frutta, due candeline (il numero 2 e lo 0), un accendino e la macchinetta fotografica.
Certo accendere le candeline è stata un'impresa... davvero impossibile. Così impossibile che abbiamo dovuto rinunciarci. Ma qualcuno può fermare Thinky e Vetuska???? MA QUANDO MAI!!!!!
Così, dopo svariati tentativi (Sì, perchè noi siamo di coccio!) che sono costati la bruciacchiatura di un'unghia a Debby e del pollice sinistro alla sottoscritta, abbiamo deciso che Ale si doveva accontentare delle candeline spente.
Ed è stata un'impresa anche farle stare in piedi sulle due crostatine, tanto che alla fine ci siamo ingegnate...e le abbiamo tenute in mano noi: "MAI PERDERSI D'ANIMO" E' IL NOSTRO MOTTO!!!!!
E quello che vedete è il risultato finale:
Abbiamo scattato le foto di rito e diciamo che se la macchinetta avesse fatto il suo dovere adesso le immagini sarebbero molto più nitide. Ma è il pensiero che conta.
E' seguito il rituale dello spezzare le candeline
e poi era rimasta un'ultima cosa da fare: LA CONSUMAZIONE. Abbiamo urlato il nostro "Tanti auguri, Alessandro" ed abbiamo addentato le tortine alla frutta.
Avrebbe dovuto essere ben diverso questo tuo 20° compleanno, Ale, ma noi ti vogliamo bene e non potevamo proprio lasciarlo passare così. La mia promessa (e spero di poterla mantenere a lungo insieme a Debby) è di tornare ogni anno, nello stesso posto, per festeggiare con lei i tuoi prossimi compleanni. Noi lo sappiamo che da lassù tu ci guardavi scuotendo la testa e pensando, con quel mezzo sorriso sulle labbra, che siamo completamente matte. Ma credo che tu ci abbia voluto bene soprattutto per questo... e vorremmo che per questo tu continuassi a volercene.
Poi siamo rimaste lì, sedute contro il muro a chiaccherare, a ricordare... abbiamo aspettato che si facesse buio, che la luna si riflettesse su quel piccolo angolo di mare racchiuso nei frangi-flutti davanti a noi... abbiamo visto accendersi una ad una le prime stelle... finchè tutto il cielo sopra di noi se ne è riempito.
Alle 21.30 ci siamo abbracciate e ci siamo salutate.
Era la notte di San Lorenzo, ma io non ci sono andata a vedere le stelle cadenti... non ieri sera..forse oggi, vedremo...
In questi ultimi giorni ho cercato di spiegare ,a quanti mi hanno dimostrato la loro solidarietà per la perdita di Alessandro, che io non sono triste. Certo, lo so che non lo incontrerò più davanti a scuola con la sua Mini, lo so che non mi offrirà mai le colazioni che avevamo in sospeso per quei piccoli favori che gli ho fatto quando era in Germania o in Croazia. Lo so che non vedrò più quello smagliante ed irresistibile sorriso a 69 denti... ma io non sono triste, perchè so di non averlo perso. Io credo che l'amicizia che ci legava abbia fatto il miracolo: mi ci sono voluti 49 anni per capire il senso della morte, per riuscire a sentire davvero che l'anima vive dopo la morte. Ho avuto per un attimo il cuore straziato quando alle 20.30 di venerdì sera Debby mi ha dato la notizia che Ale era disperso con il Piper sul mare della Croazia: è accaduto alle 12.33, riportano i giornali. Quel pomeriggio mi ha attraversato la mente un pensiero, ma senza angoscia, solo un pensiero: ho visto Ale su una sedia a rotelle in seguito ad un incidente. Egoisticamente ho sperato che il mio fosse un sogno premonitore: avrebbe significato che, sia pure tutto rotto, Ale era da qualche parte, vivo. Ho persino mandato un sms a tutti i numeri di cellulare suoi che avevo, pur sapendo che la maggior parte non esistevano più: un inconscio desiderio di essergli vicino in un momento in cui sicuramente si sentiva solo. Ma lui già non c'era più. Eppure, anche se ho versato qualche lacrima con Debby, poi con Cecilia, poi ancora con Ilaria, io non sono riuscita a sfogarmi del tutto e solo più tardi ho capito il perchè: perchè la sua anima mi è vicina, come sicuramente è vicina alla sua mamma ed al suo papà, a suo fratello, alla sua piccola Valentina, a Debby e a quanti gli hanno voluto bene in vita.
Ma io lo sento qui, al mio fianco, più di prima, più di quando era vivo inCroazia. E' difficilissimo da spiegare, me ne rendo conto parlando con le persone che mi dimostrano solidarietà e comprensione e un pizzico di compassione . Ma lui c'è... c'è con la sua amicizia intatta, identica a com'era prima di quel 1° Agosto. Mi mancheranno le sue battutine sceme, mi mancherà il suo saluto "Ciao Vecia!"... Mi mancheranno anche i lunghi periodi di silenzio... ma lui è con me, ora più che mai. Chiamatela ossessione, chiamatela disperazione... o chiamatela semplicemente Amicizia, con la A maiuscola, di quelle che non muoiono mai, di quelle che anche se non ti senti per un mese sai che lui c'è e lui sa che tu ci sei. Più di qualcuno ha in passato frainteso la nostra amicizia, e questo perchè io sono una ormai 50enne e lui era un 19enne, tra due giorni 20enne. Ecco, adesso forse non ci saranno più malintesi: io gli chiedo solo di starmi vicino e so che lui lo farà.
Finalmente l'ho fatto..finalmente ci sono riuscita!!! Da venerdì scorso, quando si è saputa la notizia della scomparsa di Alessandro, io non ero ancora riuscita a piangere. Ho abbracciato e consolato alcune persone, ho asciugato le loro lacrime... Ma non ero ancora riuscita a togliermi quel peso dal cuore.
..E' come se all'improvviso mi fossi accorta di essere completamwente vuota, di non provare assolutamente niente: nè dolore, nè dispiacere, nè rabbia... e la cosa era alquanto strana, visto che quel ragazzo è stato il mio migliore amico, visto che molte volte mi aveva detto che io ero la sua migliore amica (no, questa è una bugia: molte volte no, diciamo alcune volte, era molto parsimonioso in fatto di complimenti!). Poi oggi all'improvviso ho capito cosa dovevo fare... e l'ho fatto. Alle 21.35 sono uscita, ho preso la Matiz Testarossa ( l'hai ribattezzata tu così, ricordi, Ale?)..ero sola a casa, Cecilia a Forlì con papo e Yaya a cena fuori da Lele... mi sono parcheggiata sul lungomare di Fiumicino, al Papaya, me ne sono andata in riva al mare, mi sono seduta su un asciugamano, ho acceso l'mp3 con "A beautiful Lie" dei '30 seconds to Mars' ed ho piantato il mio sguardo verso la volta celeste, sul mare, con una sottile falce di luna che a vista d'occhio si stava andando a nascondere sotto l'orizzonte. Una famigliola di 3 persone lontane alla mia destra, un tizio steso sulla sabbia a guardare le stelle lontano alla mia sinistra.
Un respiro profondo.... ED HO PIANTO.
Credo di aver fatto fuori mezzo pacchetto di fazzoletti... e credo di aver capito cosa mi aveva impedito di piangere fino ad oggi: quello che provavo non era tristezza, ma rabbia: rabbia per come te ne sei andato, bastardo di un Ciccione =))).... Rabbia perchè non mi hai dato il tempo di darti un ultimo saluto, di dirti ancora una volta quanto sono fiera di te e di quello che hai fatto. Non ho avuto il tempo di dirti quanto sono felice di averti visto crescere, nella professione ma soprattutto nella testa e nel cuore. Non mi hai dato il tempo di dirti:"Hai visto? Te l'aveva detto la 'vecia': quando incontrerai la ragazza giusta farai cose che mai avresti immaginato di poter fare", come la sera di San Valentino, come tante altre piccole cose che mi hai confidato quasi vergognandotene: ma ogni volta ti ho ripetuto quanto fossi orgogliosa di te, di come finalmente riuscivi a tirare fuori quella parte così dolce e romantica che, se ricordi bene, tante volte ti ho detto di aver intuito sotto quella scorza di "io so' er più figo de tutti"...
Ora capisco perchè fin dal primo momento di questa tragica notizia io ho avvertito dentro di me un senso di serenità: perchè di te abbiamo perso la parte materiale, quella corruttibile, quella che prima o poi se ne sarebbe comunque andata. Ma la tua anima, Ale, quella non ci ha mai lasciati, nemmeno per un istante. L'ho detto alle persone che mi sono state più vicine: non ti ho mai sentito più vicino di adesso.
Ad un certo punto, mentre ero lì sulla spiaggia, al buio, mi sono distesa, sempre con lo sguardo perso nelle stelle... Che strano: a quell'ora, al buio, che ci faceva un gabbiano in volo, altissimo ma visibilissimo, proprio sopra la mia testa...?
E poi..ancora stento a crederci..alle 22.35, alla mia sinistra,mentre ancora mi asciugavo le lacrime, una stella cadente. Ma non una qualsiasi: mai vista una cosa del genere!!! una scia luminosissima, proprio una coda di fuoco... e all'improvviso la testa della scia..non so come descriverlo..una specie di piccola esplosione. Io lo so che le stelle cadenti sono meteoriti che si incendiano e si disintegrano al contatto con l'atmosfera terrestre, ma questa doveva essere particolarmente grande e vicina: uno spettacolo mai visto.!!!!!!!!
Due segni nel cielo..proprio questa sera, proprio mentre io mi trovavo là, sola con i miei pensieri...e con te, amico mio. Perchè tu stasera eri lì vicino a me, ho visto il tuo sorriso...e ti ho sorriso. Sotto quel cielo stellato mi hai chiesto una cosa questa sera: di non soffrire, di non essere triste per te , di essere la donna forte che tu hai conosciuto e della quale tante volte ti sei fidato. Io non posso prometterti di non versare una lacrima quando mi troverò davanti a te ed alla tua famiglia distrutta dal dolore, ma questo te lo posso promettere: da quel momento in poi io sarò l'immagine della serenità, perchè è questo che tu vuoi da me e dalle persone che ti vogliono bene.
Oddio, non ci credo!!! Si sta realizzando un sogno!! Ho addosso l'eccitazione di un bambino davanti ai doni sotto l'albero di Natale!!
Sta succedendo davvero:
io recito!!
Ma questa volta non si tratta più di un corso di recitazione, si tratta di prove due volte alla settimana in uno studio di Cinecittà, si tratta di 10/20 repliche... Cioè... il teatro, il mio sogno davvero!!!
Giusy, la regista che ci ha seguiti nel corso di primo livello di teatro lo scorso anno ha pensato bene di fare il mio nome ad un regista amico suo che cercava attori per una commedia. Questa sera mi ha chiamata, abbiamo parlato un po' ed io ho accettato al 98% questo lavoro: Prove 2 volte la settimana, dalle 21 alle 23 a Cinecittà per tutto Settembre e Ottobre. Si debutta a Roma il 7-8 e 9 novrembre e poi a Ostia al teatro Pegaso dal 13 al 16 e dal 20 in poi... Capite? una cosa vera, con una vera compagnia! E' sempre amatoriale, ma non è più solo la recita nell'auditorium della scuola... Certo è un bell'impegno, se accetto non posso tirarmi indietro... Ma non ho dubbi, voglio fare questa cosa, lo devo a me stessa e, credo, un po' anche me lo merito!!
Mercoledì 30 il primo incontro...vi terrò aggiornati.
E così finalmente possiamo scrivere la parola "fine" a tutta questa squallida storia..Fine almeno per quanto riguarda il rapporto con la mia dolce cognatina, nonchè sorella..anzi, ex sorella di Paolo.
Ieri, 20 luglio 2008, siamo stati tutti e 4 (Paolo, le ragazze ed io) a Frosinone, a casa di mia cognata (che voi tutti ormai conoscete familiarmente come "la stronza") per chiarire il discorso della ' spedizione' di mia suocera in casa di riposo senza interpellare il fratello, cioè mio marito.
Devo dire che noi 4 avevamo passato gli ultimi giorni esercitandoci nell'uso del self control, quindi pronti a sostenere le nostre ragioni, ma nella più assoluta calma e tranquillità. Arriviamo, le lasciamo due borsoni con le cose da vestire di mia suocera e Paolo le dice che vuole fare due chiacchiere tanto per sapere come mai questa decisione improvvisa ( e di nascosto da noi) di mettere la loro madre in casa di riposo, tra l'altro in culo alla luna (leggi "Arce", 30 km oltre Frosinone). La stronza comincia subito a farsi salire il sangue al cervello mentre noi, come se la cosa non ci riguardasse, parliamo tranquillamente, con lo stesso tono della voce di chi sta raccontando la trama di un film visto in tv. Cmq alla prima parola che dico io mi fa:" Tu vedi mio marito qui con noi? No, e allora vattene che tu non c'entri niente". Un'altra al posto mio le saltava alla giugulare ma io, con la calma da 'signora' che mi contraddistingue e, giuro, senza alzare il tono della voce, le dico " Guarda che qui nè tu nè tuo fratello che era lontano vi siete occupati di tua madre, l'unica che può avere qualcosa da dire sono io". Dunque, per farla breve, mentre a lei la giugulare stava per scoppiare, dovevate vederla, faceva paura, isterica, urlava, si dimenava.. noi 4 impassibili!
Ma la scena madre l'ha fatta quando mi ha detto, sempre urlando come un'isterica " Io lo so che ti sono stata sempre sul cazzo!!!" sempre continuando ad urlare come un'indemoniata, tanto che Cecilia e Ilaria non sapevano se mettersi a ridere o preoccuparsi e suo marito che le diceva "Annarì, calmati che ti senti male!". Cmq sia alla sua 'accusa 'io rispondo " Annarì, veramente mi sei del tutto indifferente" Azz!!... nun se reggeva più.. se avesse potutto me azzannava alla gola!! Credetemi, ieri lei ce l'aveva molto di più con me che con Paolo ,me ne ha dette talmente tante che sono a posto per tutta la vita, ma questo' perche sa benissimo che io ho fatto quello che avrebbe dovuto fare lei...e che lei non ha fatto! Poi ha tirato fuori le solite storie, che noi l'abbiamo trascurata, che gliel'ho portata con i vestiti di 3 anni fa (il che è vero, ma del resto nonna non usciva mai, le sue cose erano praticamente nuove, che gliele compravo a fare ? Anche io porto ancora cose di anni fa se sono buone...). Le ha persino rifatto il toupè (la parrucca, insomma) mentre noi dopo 2 anni e mezzo eravamo finalmente riusciti a convincerla a non mettersi più in testa quella specie di topo morto . Cmq sia, più lei urlava e si dimenava, più noi parlavamo calmi e sottovoce...me ne ha dette di tutti i colori e continuava a gridare"Fuori!!! uscite da questa casa!!!!!!"...e il marito "Annarì, stai calma, guarda che ti senti male..." In poche parole mi ha detto che io ho cacciato nonna di casa (seeeeeeeeeeeeee)e che ce la siamo voluta portare noi qui a fiumicino, mentre lei aveva detto che doveva restarsene a casa sua con le badanti. Ma la stronza non si ricorda che mia suocera mi telefonava tutti i giorni piangendo che la figlia non ci andava mai, che l'aveva rinnegata come madre..e bla..bla..bla...
Cmq alla fine la stronza si è chiusa in camera sua ( porella..forse voleva morire in pace, mortacci sua!!), noi abbiamo finito di parlare molto tranquillamente con mio cognato (che non è meno stronzo di lei,ma siccome è assolutamente apatico, secondo me non ci ha capito un ca**o e ha pensato" meglio che sto buono così se ne vanno presto fuori dai coglioni" ) e ce ne siamo andati. E l'ultima cosa che, sempre con il mio tono 'angelico' ed un mezzo sorriso sulle labbra, ho detto alla stronza è stato " cmq da oggi per me Paolo è figlio unico" e secondo me lì se n'è andata perchè da quanto stringeva i denti per la rabbia le sono saltate tutte le otturazioni !! ah ah ah!!!
Usciti di lì siamo andati a trovare mia suocera alla casa di riposo: col ca**o che ci è andata spontaneamente!! E' stato straziante! Come ci ha visti si è messa a piangere e ci ha chiesto se eravamo andati per riportarla a casa...Io speravo di trovarla serena ma ci siamo seduti e Cecilia con il cellulare ha registrato tutta la conversazione :credo che manderò un cd a quella stronza tanto per farle sentire cosa pensa sua madre di lei e del fatto che l'hanno rinchiusa lì dentro. Io lo so che alla fine è la soluzione migliore, perchè io stavo sull'orlo dell'esaurimento nervoso, ma se avessimo potuto decidere insieme, avremmo trovato un posto più vicino a noi ...tanto la stronza non ci andrà mai...ancora non ci è andata ed è lì da una settimana e manco ce l'ha portata lei, l'ha portata suo marito!! Io non lavoro, se fosse stata più vicina anche una volta alla settimana ci andavo,ma mi posso fare 150 km andata e 150 ritorno così?e paolo che torna da Forlì ne deve aggiungere 300 ai 400 che già si fa? Io spero solo che vada copletamente fuori di testa e non si renda più conto di dove si trova.
Ieri le abbiamo raccontato una bugia, a fin di bene:che deve avere un po' di pazienza per questo periodo estivo, che poi troviamo una soluzione migliore, magari torna anche a casa: può darsi che con questa prospettiva stia più tranquilla. Ma dovevate vedere Ilaria e Cecilia:la nonna che parlava, con quella tristezza addosso, e loro che muovevano la testa come dire "No, no..col cavolo che la lasciamo qui"e vi assicuro che la struttura è molto bella, il personale che abbiamo conosciuto ieri è tutto più che cordiale, ma lei si sente abbandonata, c'è poco da fare...
Vorrei solo che mia suocera vivesse serenamente gli ultimi anni che le restano ma temo non sarà così: ha anche detto "Speriamo che me moro presto!"...
Cmq, tornando alla stronza, sapete qual è la mia soddisfazione più grande?
primo: che paolo e le ragazze hanno visto che nemmeno per un secondo ho perso la calma, considerando quello che ha potuto dire di me
secondo:che quando ce ne siamo andati, secondo me quella è uscita da camera sua ed ha passato le successive 3 ore a battere la testa contro il muro per la rabbia!!! AH AH AH!!
Mamma mia quanto ho scritto!!!!! Ma nessuno leggerà mai tutta sta pappardella!!!! Vabbè, non importa: mi sono sfogata. Chi vuole legge, chi non vuole fa altro. Questa, cmq, è la fine della storia. Ora di quella famiglia esistono solo mio marito e mia suocera: e faremo il possibile per farla stare serena. HO CONCLUSO.
Eh si, il cuore è una cosa seria, mica ci si gioca così, come fosse un giocattolo di quelli di gomma che lo butti e lo fai rimbalzare e ti ci siedi sopra e poi, quando sei stanco, lo butti lì e te ne ricordi solo quando non hai altro da fare. Eh no!!! Troppo comodo! Il cuore è una sfera si cristallo, ma non un cristallo qualunque: no, quello soffiato a bocca di Murano, avete presente? quello che sembra il Cristal Ball, quella pasta che si gonfia con la cannuccia e che poi scoppia come una bolla... Ecco, appunto, il cuore può scoppiare. Può scoppiare perchè lo maneggi male, può scoppiare perchè accidentalmente ( o volontariamente, carogne!!!) lo lanci su quello spigolo appuntito, o può scoppiare anche perchè lo metti in un angolino e poi te lo dimentichi lì.... Comunque sia, alla fine il risultato è sempre quello: se non ci stai attento, si rompe. E avete presente in quanti miliardi di pezzettini piccolissimi si disintegra il vetro di Murano? ecco, è praticamente impossibile ricomporlo. Cioè, ci si può anche riuscire se si trova uno bravo, che se ne intende, che mette amore e passione nella ricostruzione, ma non sarà mai più perfettamente integro come quand'era nuovo. Volente o nolente, le giunture si vedranno e se non si vedranno si sentiranno a sfiorarle con le dita. Quindi, vi prego, abbiate cura del cuore che qualcuno pone nelle vostre mani fiducioso riguardo la delicatezza e l'amore con cui gli promettete di prendervene cura. Fate di quel cuore ciò che vorreste fosse fatto del vostro.
... naturalmente parlo anche per me stessa.... OVVIO!!!!!
Beh, che dire?... due anni e mezzo volati via, buttati nel cesso, se posso usare quest'espressione. Sacrifici, litigate, crepe nella stabilità della mia famiglia, incazzature a buffo... crisi di coscienza, sensi di colpa... ma anche qualche momento di dolcezza, almeno all'inizio di questa difficile convivenza. Si, parlo della presenza di mia suocera qui a casa nostra: era il 26 gennaio 2006... ed il 6 luglio 2008 all'improvviso un bel colpo di spugna e si cancella tutto. Siamo riusciti nell'ultimo anno ad evitarle la casa di riposo...in 4 giorni a casa della figlia ha preso la sua decisione e tra una settimana avrà la sua bella cameretta nella casa di riposo di Arce, vicino a Frosinone. Ca**o!!!! In soli 4 giorni?????? Ma la cosa buffa è la motivazione 'spontanea' di questa sua scelta: ha deciso che non vuole più tornare da noi perchè la sua presenza qui è fonte di litigi tra me e Paolo e lei non vuole che ci separiamo. Che dire?
Sembra assurdo, ma ci sto male:voglio dire, era quello auspicavamo anche noi, no? Che prendesse la decisione di andare in quella maledetta casa di riposo!!! Ma doveva essere una sua scelta ed ogni volta che se n'è parlato alla fine ha confessato di non desiderarlo affatto, di voler restare con noi. Allora cosa le ha fatto cambiare idea in soli 4 giorni? Questa mattina mia cognata sarà al lavoro ed io ne approfitterò per chamare la nonna e per sentirmelo dire da lei, di persona, che questo è ciò che vuole. Non me ne frega un accidente di quello che dice e pensa la stronza di mia cognata, ma non voglio che mia suocera se ne vada con l'idea che noi non la vogliamo più qui... o che l'abbiamo cacciata via... o che non le vogliamo bene.