oggi mi sono messa a fare una cosa stupidissima: ho deciso di farmi del male, una specie di autolesionismo così, gratuito, senza un vero perchè. Ho aperto la cartella dove conservo alcune delle nostre conversazioni ed ho cominciato a leggere.
Caspita, Ale!!! Ma eravamo veramente così deficenti???? Non posso davvero credere che abbiamo fatto certi discorsi da dementi, ah ah ah!!!
Però non ti nascondo che quando facevi la persona seria (rari, sporadici momenti!) eri davvero un amico delizioso: quando ti sfogavi con me perchè eri incazzatissomo con la ragazza che ti piaceva in quel momento, quando ti "cacavi in mano" (espressione assolutamente DOC) in vista di un esame impegnativo e ti mancavano ancora miliardi di pagine da studiare... C'erano alcuni momenti, alcuni giorni in cui mi facevi sentire davvero speciale, la tua migliore amica...Ricordo quella volta che mi dedicasti una tua frase personale: era difficilissimo che ti lasciassi sfuggire un complimento per me, figuriamoci una frase pubblica su msn...
Cavoli, Ciccio', leggevo quelle conversazioni e a tratti sorridevo, a tratti mi si velavano gli occhi: La nostra amicizia era fatta di questo, delle tue apparizioni improvvise e delle tue improvvise 'ritirate' non appena i discorsi si facevano troppo...sentimentali. Però sei stato capace di grandi tenerezze nei miei confronti. E mi manca questo di te: la tua sensibilità che solo dopo mesi sei riuscito a tirare fuori con la tua 'vecia' amica. Mi manchi, Ale... ma proprio tanto tanto....
Te ne sei andato una mattina di Agosto...Hai spiegato le tue ali e sei volato via, come volevi, come sognano tutti coloro che scelgono il volo come professione. Il pensiero di non rivedere più quel tuo sorriso contagioso mi fa male, sapere che non mi contatterai più su msn salutandomi con il tuo "Ciao, Vecia!" mi lascia un vuoto enorme... ma sento la tua anima vicina. Ricordi come è iniziata quest'amicizia? Per puro caso, per ridere... ma è cresciuta nel rispetto reciproco, sulla fiducia che avevamo uno nell'altra, con la consapevolezza che anche lontani c'eravamo sempre per scherzare, ma anche per parlare dei nostri sogni, delle nostre angosce... Non a tutti piaceva la nostra amicizia, perchè c'erano troppi anni di differenza tra noi, perchè io avrei potuto essere tua madre... Ma tu hai sempre visto in me qualcosa di diverso: a te non importava, tu ti fidavi di me, mi stimavi come donna ma soprattutto come amica. Ed io avevo visto dentro di te qualcosa che andava ben oltre il tuo aspetto fisico: le tue debolezze, le tue paure al di là del tuo fare un po' da spaccone. Ecco, tutto questo ora finisce, se l'è portato via quel maledetto Piper 44. Ma adesso mi resta qualcosa che nessuno potrà mai portarmi via: tu ora sei vicino a tutte le persone che ti vogliono bene e che tu hai sempre amato. E tra quelle so di esserci anche io.
... e così ieri sera le due matte (Debby ed io), abbiamo mantenuto la nostra promessa: abbiamo festeggiato i 20 anni di Alessandro!
Alle 20.30 ero sotto casa di Deb, ho parcheggiato la mia testarossa e mi sono fermata per un istante ad ammirare quello splendido tramonto sul mare.
Due minuti e la mia amica pazza mi ha raggiunta, abbiamo scavalcato il muretto e ci siamo sedute sulla sabbia, con la schiena appoggiata al muro caldo per il sole imprigionato durante tutto l'arco della giornata.
Ed abbiamo dato inizio all'organizzazione della festa.
Dal mio zainetto nero, a mo' di borsa di Mary Poppins, sono uscite due crostatine alla frutta, due candeline (il numero 2 e lo 0), un accendino e la macchinetta fotografica.
Certo accendere le candeline è stata un'impresa... davvero impossibile. Così impossibile che abbiamo dovuto rinunciarci. Ma qualcuno può fermare Thinky e Vetuska???? MA QUANDO MAI!!!!!
Così, dopo svariati tentativi (Sì, perchè noi siamo di coccio!) che sono costati la bruciacchiatura di un'unghia a Debby e del pollice sinistro alla sottoscritta, abbiamo deciso che Ale si doveva accontentare delle candeline spente.
Ed è stata un'impresa anche farle stare in piedi sulle due crostatine, tanto che alla fine ci siamo ingegnate...e le abbiamo tenute in mano noi: "MAI PERDERSI D'ANIMO" E' IL NOSTRO MOTTO!!!!!
E quello che vedete è il risultato finale:
Abbiamo scattato le foto di rito e diciamo che se la macchinetta avesse fatto il suo dovere adesso le immagini sarebbero molto più nitide. Ma è il pensiero che conta.
E' seguito il rituale dello spezzare le candeline
e poi era rimasta un'ultima cosa da fare: LA CONSUMAZIONE. Abbiamo urlato il nostro "Tanti auguri, Alessandro" ed abbiamo addentato le tortine alla frutta.
Avrebbe dovuto essere ben diverso questo tuo 20° compleanno, Ale, ma noi ti vogliamo bene e non potevamo proprio lasciarlo passare così. La mia promessa (e spero di poterla mantenere a lungo insieme a Debby) è di tornare ogni anno, nello stesso posto, per festeggiare con lei i tuoi prossimi compleanni. Noi lo sappiamo che da lassù tu ci guardavi scuotendo la testa e pensando, con quel mezzo sorriso sulle labbra, che siamo completamente matte. Ma credo che tu ci abbia voluto bene soprattutto per questo... e vorremmo che per questo tu continuassi a volercene.
Poi siamo rimaste lì, sedute contro il muro a chiaccherare, a ricordare... abbiamo aspettato che si facesse buio, che la luna si riflettesse su quel piccolo angolo di mare racchiuso nei frangi-flutti davanti a noi... abbiamo visto accendersi una ad una le prime stelle... finchè tutto il cielo sopra di noi se ne è riempito.
Alle 21.30 ci siamo abbracciate e ci siamo salutate.
Era la notte di San Lorenzo, ma io non ci sono andata a vedere le stelle cadenti... non ieri sera..forse oggi, vedremo...
In questi ultimi giorni ho cercato di spiegare ,a quanti mi hanno dimostrato la loro solidarietà per la perdita di Alessandro, che io non sono triste. Certo, lo so che non lo incontrerò più davanti a scuola con la sua Mini, lo so che non mi offrirà mai le colazioni che avevamo in sospeso per quei piccoli favori che gli ho fatto quando era in Germania o in Croazia. Lo so che non vedrò più quello smagliante ed irresistibile sorriso a 69 denti... ma io non sono triste, perchè so di non averlo perso. Io credo che l'amicizia che ci legava abbia fatto il miracolo: mi ci sono voluti 49 anni per capire il senso della morte, per riuscire a sentire davvero che l'anima vive dopo la morte. Ho avuto per un attimo il cuore straziato quando alle 20.30 di venerdì sera Debby mi ha dato la notizia che Ale era disperso con il Piper sul mare della Croazia: è accaduto alle 12.33, riportano i giornali. Quel pomeriggio mi ha attraversato la mente un pensiero, ma senza angoscia, solo un pensiero: ho visto Ale su una sedia a rotelle in seguito ad un incidente. Egoisticamente ho sperato che il mio fosse un sogno premonitore: avrebbe significato che, sia pure tutto rotto, Ale era da qualche parte, vivo. Ho persino mandato un sms a tutti i numeri di cellulare suoi che avevo, pur sapendo che la maggior parte non esistevano più: un inconscio desiderio di essergli vicino in un momento in cui sicuramente si sentiva solo. Ma lui già non c'era più. Eppure, anche se ho versato qualche lacrima con Debby, poi con Cecilia, poi ancora con Ilaria, io non sono riuscita a sfogarmi del tutto e solo più tardi ho capito il perchè: perchè la sua anima mi è vicina, come sicuramente è vicina alla sua mamma ed al suo papà, a suo fratello, alla sua piccola Valentina, a Debby e a quanti gli hanno voluto bene in vita.
Ma io lo sento qui, al mio fianco, più di prima, più di quando era vivo inCroazia. E' difficilissimo da spiegare, me ne rendo conto parlando con le persone che mi dimostrano solidarietà e comprensione e un pizzico di compassione . Ma lui c'è... c'è con la sua amicizia intatta, identica a com'era prima di quel 1° Agosto. Mi mancheranno le sue battutine sceme, mi mancherà il suo saluto "Ciao Vecia!"... Mi mancheranno anche i lunghi periodi di silenzio... ma lui è con me, ora più che mai. Chiamatela ossessione, chiamatela disperazione... o chiamatela semplicemente Amicizia, con la A maiuscola, di quelle che non muoiono mai, di quelle che anche se non ti senti per un mese sai che lui c'è e lui sa che tu ci sei. Più di qualcuno ha in passato frainteso la nostra amicizia, e questo perchè io sono una ormai 50enne e lui era un 19enne, tra due giorni 20enne. Ecco, adesso forse non ci saranno più malintesi: io gli chiedo solo di starmi vicino e so che lui lo farà.
Finalmente l'ho fatto..finalmente ci sono riuscita!!! Da venerdì scorso, quando si è saputa la notizia della scomparsa di Alessandro, io non ero ancora riuscita a piangere. Ho abbracciato e consolato alcune persone, ho asciugato le loro lacrime... Ma non ero ancora riuscita a togliermi quel peso dal cuore.
..E' come se all'improvviso mi fossi accorta di essere completamwente vuota, di non provare assolutamente niente: nè dolore, nè dispiacere, nè rabbia... e la cosa era alquanto strana, visto che quel ragazzo è stato il mio migliore amico, visto che molte volte mi aveva detto che io ero la sua migliore amica (no, questa è una bugia: molte volte no, diciamo alcune volte, era molto parsimonioso in fatto di complimenti!). Poi oggi all'improvviso ho capito cosa dovevo fare... e l'ho fatto. Alle 21.35 sono uscita, ho preso la Matiz Testarossa ( l'hai ribattezzata tu così, ricordi, Ale?)..ero sola a casa, Cecilia a Forlì con papo e Yaya a cena fuori da Lele... mi sono parcheggiata sul lungomare di Fiumicino, al Papaya, me ne sono andata in riva al mare, mi sono seduta su un asciugamano, ho acceso l'mp3 con "A beautiful Lie" dei '30 seconds to Mars' ed ho piantato il mio sguardo verso la volta celeste, sul mare, con una sottile falce di luna che a vista d'occhio si stava andando a nascondere sotto l'orizzonte. Una famigliola di 3 persone lontane alla mia destra, un tizio steso sulla sabbia a guardare le stelle lontano alla mia sinistra.
Un respiro profondo.... ED HO PIANTO.
Credo di aver fatto fuori mezzo pacchetto di fazzoletti... e credo di aver capito cosa mi aveva impedito di piangere fino ad oggi: quello che provavo non era tristezza, ma rabbia: rabbia per come te ne sei andato, bastardo di un Ciccione =))).... Rabbia perchè non mi hai dato il tempo di darti un ultimo saluto, di dirti ancora una volta quanto sono fiera di te e di quello che hai fatto. Non ho avuto il tempo di dirti quanto sono felice di averti visto crescere, nella professione ma soprattutto nella testa e nel cuore. Non mi hai dato il tempo di dirti:"Hai visto? Te l'aveva detto la 'vecia': quando incontrerai la ragazza giusta farai cose che mai avresti immaginato di poter fare", come la sera di San Valentino, come tante altre piccole cose che mi hai confidato quasi vergognandotene: ma ogni volta ti ho ripetuto quanto fossi orgogliosa di te, di come finalmente riuscivi a tirare fuori quella parte così dolce e romantica che, se ricordi bene, tante volte ti ho detto di aver intuito sotto quella scorza di "io so' er più figo de tutti"...
Ora capisco perchè fin dal primo momento di questa tragica notizia io ho avvertito dentro di me un senso di serenità: perchè di te abbiamo perso la parte materiale, quella corruttibile, quella che prima o poi se ne sarebbe comunque andata. Ma la tua anima, Ale, quella non ci ha mai lasciati, nemmeno per un istante. L'ho detto alle persone che mi sono state più vicine: non ti ho mai sentito più vicino di adesso.
Ad un certo punto, mentre ero lì sulla spiaggia, al buio, mi sono distesa, sempre con lo sguardo perso nelle stelle... Che strano: a quell'ora, al buio, che ci faceva un gabbiano in volo, altissimo ma visibilissimo, proprio sopra la mia testa...?
E poi..ancora stento a crederci..alle 22.35, alla mia sinistra,mentre ancora mi asciugavo le lacrime, una stella cadente. Ma non una qualsiasi: mai vista una cosa del genere!!! una scia luminosissima, proprio una coda di fuoco... e all'improvviso la testa della scia..non so come descriverlo..una specie di piccola esplosione. Io lo so che le stelle cadenti sono meteoriti che si incendiano e si disintegrano al contatto con l'atmosfera terrestre, ma questa doveva essere particolarmente grande e vicina: uno spettacolo mai visto.!!!!!!!!
Due segni nel cielo..proprio questa sera, proprio mentre io mi trovavo là, sola con i miei pensieri...e con te, amico mio. Perchè tu stasera eri lì vicino a me, ho visto il tuo sorriso...e ti ho sorriso. Sotto quel cielo stellato mi hai chiesto una cosa questa sera: di non soffrire, di non essere triste per te , di essere la donna forte che tu hai conosciuto e della quale tante volte ti sei fidato. Io non posso prometterti di non versare una lacrima quando mi troverò davanti a te ed alla tua famiglia distrutta dal dolore, ma questo te lo posso promettere: da quel momento in poi io sarò l'immagine della serenità, perchè è questo che tu vuoi da me e dalle persone che ti vogliono bene.